In breve. In Italia un singolo contenuto sponsorizzato va da circa 50 euro per un piccolo profilo su TikTok fino a 58.000 euro per un video lungo di una celebrità su YouTube. Non esiste un listino ufficiale: le cifre sono stime di mercato e il prezzo vero si tratta caso per caso.
Le tariffe indicative per piattaforma
Un riferimento molto citato in Italia è il Listino DeRev, che ogni anno stima il compenso per un singolo contenuto sponsorizzato. L'edizione 2026 si basa sull'analisi di 5.000 creator italiani o attivi in Italia e di 865.000 post pubblicati tra il 15 giugno 2025 e il 15 giugno 2026.
| Fascia | Instagram (post) | TikTok (video) | YouTube (video lungo) |
|---|---|---|---|
| Nano | 100 – 300 € | 50 – 175 € | 500 – 1.250 € |
| Micro | 300 – 1.600 € | 175 – 800 € | 1.250 – 3.000 € |
| Medi (mid-tier) | 1.600 – 5.500 € | 800 – 3.750 € | 3.000 – 7.800 € |
| Macro | 5.500 – 9.500 € | 3.750 – 5.400 € | 7.800 – 14.250 € |
| Mega | 9.500 – 12.500 € | 5.400 – 8.500 € | 14.250 – 25.000 € |
| Celebrità | 12.500 – 35.000 € | 8.500 – 18.000 € | 25.000 – 58.000 € |
Le fasce indicano la grandezza del profilo. Su Instagram e TikTok: nano tra 5.000 e 10.000 follower, micro tra 10.000 e 50.000, medi tra 50.000 e 300.000, macro tra 300.000 e 1 milione, mega tra 1 e 3 milioni, celebrità oltre i 3 milioni. Su YouTube le soglie alte sono più basse: la fascia delle celebrità parte da 1 milione di iscritti. Il dettaglio è in nano, micro e macro influencer.
Sono stime di mercato, non prezzi fissi: servono per capire l'ordine di grandezza prima di chiedere un preventivo. Il listino indica anche i formati brevi: una serie di storie su Instagram vale tra un quinto e metà di un post, e un video breve su YouTube, secondo DeRev, circa un terzo di un video lungo.
Che cosa dicono questi numeri
- YouTube è la piattaforma più cara in ogni fascia. Un video richiede più lavoro, dura di più e resta visibile nelle ricerche per anni.
- TikTok è la più economica. A parità di fascia, un video costa all'incirca dalla metà ai due terzi di un post su Instagram.
- Il prezzo non cresce in proporzione ai follower. Dalla fascia micro in su il costo totale sale, ma il costo per follower scende: su Instagram si passa da circa 30 euro ogni 1.000 follower nella fascia micro a meno di 12 nella fascia più alta (calcolo nostro sulle cifre del listino).
- Le celebrità costano meno di prima. Secondo DeRev, nel 2026 i compensi della fascia più alta sono calati su tutte le piattaforme: del 9,5% su Instagram, dell'8,6% su TikTok e del 2,4% su YouTube.
Che cosa fa salire o scendere il prezzo
Due profili con gli stessi follower possono chiedere cifre molto diverse. Contano soprattutto sei cose.
- Il tipo di contenuto. Un video costa più di una foto, e una serie di storie ha un prezzo diverso da un post che resta sul profilo.
- Quanti contenuti chiedi. Un pacchetto di più uscite fa scendere il prezzo di ogni singolo contenuto.
- I diritti d'uso. Se vuoi riusare foto e video sul tuo sito o nelle tue inserzioni, il prezzo sale. Va scritto per quanto tempo e su quali canali.
- L'esclusiva. Chiedere al creator di non lavorare con i concorrenti per un periodo ha un costo.
- La categoria. Secondo DeRev i settori che investono di più sono moda e bellezza (27%) e alimentare (18%): dove più aziende si contendono gli stessi creator, è più facile che i prezzi salgano.
- L'engagement. Un profilo con un pubblico che interagisce davvero può chiedere di più di uno più grande ma meno seguito. Vedi la guida sull'engagement rate.
Le voci che spesso si dimenticano
Il compenso del creator non è l'unico costo di una collaborazione. Nel preventivo considera anche:
- la commissione dell'agenzia, se il creator è rappresentato;
- i prodotti da inviare e le spese di spedizione;
- le spese di viaggio, se il contenuto si fa in un luogo preciso;
- la spesa per promuovere il contenuto a pagamento, se vuoi farlo vedere a più persone;
- il tempo interno per scrivere le indicazioni, approvare i contenuti e misurare i risultati.
Come trattare senza sbagliare
- Parti dall'obiettivo, non dalla cifra. Decidi prima che cosa vuoi ottenere (visibilità, visite al sito, vendite) e come lo misurerai.
- Chiedi un preventivo dettagliato. Deve dire quanti contenuti, in che formato, entro quando e con quali diritti.
- Confronta almeno tre profili della stessa categoria e della stessa fascia.
- Metti tutto per iscritto prima di pagare, compreso il modo in cui la collaborazione verrà dichiarata a chi guarda.
Prima di firmare, passa in rassegna la lista di 15 controlli e leggi come scegliere un influencer.
Fonti
- DeRev, Influencer marketing in Italia: compensi degli influencer 2026, 2 luglio 2026.
- Il Sole 24 Ore, Influencer marketing: a 425 million market in Italia, with fees for celebrities on the decline (in inglese; variazioni dei compensi della fascia più alta, soglie di YouTube e settori che investono di più).
- We Wealth, Influencer: quanto guadagnano in Italia? Le tariffe per singolo post, 23 settembre 2026 (riporta la tabella dei compensi del Listino DeRev 2026).
Domande frequenti
Esiste un listino ufficiale dei prezzi degli influencer?
No. Ogni creator o la sua agenzia decide il proprio prezzo. I listini che si trovano online, come quello di DeRev, sono stime costruite osservando il mercato e servono come punto di partenza per la trattativa.
Quanto costa un post di un micro influencer su Instagram?
Secondo il Listino DeRev 2026, tra 300 e 1.600 euro per un post e tra 150 e 350 euro per una serie di storie, per un profilo tra 10.000 e 50.000 follower. Il prezzo dipende anche dalla categoria, dall'engagement e da ciò che è compreso nell'accordo.
Perché YouTube costa più di Instagram e TikTok?
Nel Listino DeRev 2026 le tariffe di YouTube sono le più alte in ogni fascia. La spiegazione più comune: un video lungo richiede più lavoro e resta visibile nelle ricerche per anni.
Si può pagare un influencer con i prodotti invece che in denaro?
Con i profili piccoli succede spesso: si invia il prodotto in cambio di un contenuto. Resta comunque una collaborazione commerciale, quindi va dichiarata in modo visibile (per esempio "prodotto inviato da" e il nome del marchio) e conviene metterla per iscritto.