In breve. Il numero di follower è l'ultimo dato da guardare. Prima vengono il pubblico (è quello che vuoi raggiungere?), la qualità delle interazioni, le collaborazioni già fatte e che cosa ne dice chi ci ha lavorato.
Scegliere un influencer guardando solo quanti follower ha è l'errore più comune. I follower dicono quante persone potrebbero vedere un contenuto, non quante lo guardano, si fidano e agiscono. Questi sette controlli, nell'ordine, ti evitano le sorprese più costose.
1. Il pubblico è quello che vuoi raggiungere
Parti da chi segue il profilo, non da chi lo gestisce. Chiedi al creator le statistiche recenti del pubblico: età, genere, paese e città. Sono dati che ogni piattaforma fornisce a chi ha un profilo professionale.
Se vendi in Italia e metà del pubblico è all'estero, stai pagando il doppio per ogni persona utile. Lo stesso vale per l'età: un prodotto per adulti promosso a un pubblico di ragazzi non vende, e può creare problemi.
2. L'engagement è coerente con la grandezza del profilo
L'engagement misura quante persone interagiscono rispetto a quante seguono. Confrontalo con profili simili per categoria e per numero di follower, non con un valore assoluto: i profili piccoli hanno quasi sempre percentuali più alte di quelli grandi.
Come si calcola e come leggerlo è spiegato nella guida sull'engagement rate.
3. I commenti sono conversazioni vere
Apri gli ultimi dieci contenuti e leggi i commenti. Sono un buon segno:
- domande sul contenuto e risposte del creator;
- persone che raccontano di aver provato quello che è stato mostrato;
- nomi che ritornano da un contenuto all'altro.
Sono un cattivo segno:
- solo faccine o frasi generiche tutte uguali;
- commenti in lingue che non c'entrano con il pubblico dichiarato;
- tanti "mi piace" e quasi nessun commento, oppure tanti commenti e pochissimi "mi piace".
4. La crescita dei follower è regolare
Un profilo sano cresce poco alla volta, con qualche salto quando un contenuto va molto bene. Un aumento di migliaia di follower in un giorno, senza un contenuto che lo spieghi, fa pensare a follower comprati. Chiedi al creator il grafico della crescita degli ultimi mesi.
5. Le collaborazioni passate sono compatibili con la tua
Guarda con quali marchi ha lavorato negli ultimi mesi e poniti tre domande.
- Ha lavorato con un tuo concorrente? Se sì, da quanto tempo, e il suo pubblico se lo ricorda ancora?
- Quanti contenuti sponsorizzati pubblica? Un profilo che promuove un marchio diverso ogni giorno convince meno.
- I contenuti sponsorizzati vanno bene quanto gli altri? Se ricevono molte meno interazioni, il pubblico li salta.
6. Hai sentito chi ci ha già lavorato
È il controllo che si salta più spesso, ed è quello che dice di più. Statistiche e contenuti mostrano il risultato, ma non come si lavora con quella persona: se rispetta le scadenze, se segue le indicazioni, se risponde, se i numeri promessi corrispondono a quelli ottenuti.
Chiedi al creator due referenze di aziende con cui ha collaborato. Su Indagix puoi anche leggere le recensioni scritte da brand e agenzie che dichiarano di aver lavorato con quel creator: è il motivo per cui il sito esiste. Trovi i profili divisi per categoria.
7. L'accordo è scritto e la pubblicità è dichiarata
Prima di pagare, metti per iscritto almeno questi punti:
- quanti contenuti, in quale formato e entro quale data;
- il compenso e quando viene pagato;
- chi approva i contenuti prima della pubblicazione, e in quanto tempo;
- per quanto tempo e su quali canali puoi riusare foto e video;
- l'eventuale esclusiva rispetto ai concorrenti;
- che cosa succede se una delle due parti non rispetta l'accordo.
La collaborazione va sempre dichiarata in modo chiaro a chi guarda, con lo strumento della piattaforma per i contenuti sponsorizzati o con diciture come "pubblicità", "sponsorizzato da" o "adv" insieme al nome del marchio. Per una pubblicità non dichiarata può essere chiamata a rispondere anche l'azienda, non solo il creator.
Quanti follower servono davvero
Dipende dall'obiettivo.
- Farti conoscere in fretta: pochi profili grandi raggiungono molte persone in poco tempo.
- Convincere un pubblico preciso: più profili piccoli, molto seguiti nella loro nicchia, costano meno a testa e riducono il rischio di puntare tutto su una persona sola.
- Provare prima di investire: una collaborazione piccola con due o tre profili ti dice che cosa funziona prima di impegnare una cifra più alta.
Per un'idea dei prezzi fascia per fascia, leggi quanto costa un influencer in Italia.
La lista completa
Questi sette controlli sono la versione breve. Quella completa è la nostra lista di 15 punti prima di ingaggiare un influencer: è gratuita, non chiede la registrazione e ti dà un punteggio finale.
Questa guida dà indicazioni generali e non sostituisce il parere di un legale sul contratto.
Domande frequenti
Conta di più il numero di follower o l'engagement?
L'engagement, insieme alla coerenza del pubblico. Un profilo da 20.000 follower seguito dalle persone giuste può rendere più di uno da 500.000 seguito da un pubblico generico.
Come faccio a sapere chi segue davvero un influencer?
Chiedi al creator le statistiche recenti del profilo: età, genere e paese del pubblico. Sono dati che la piattaforma gli fornisce e un professionista li condivide senza problemi.
È meglio un influencer grande o tanti piccoli?
Dipende dall'obiettivo. Un profilo grande dà visibilità in fretta; più profili piccoli costano meno a testa, parlano a comunità più unite e riducono il rischio di puntare tutto su una persona sola.
Dove trovo il parere di chi ha già lavorato con un influencer?
Puoi chiedere le referenze direttamente al creator, oppure leggere su Indagix le recensioni scritte da brand e agenzie che dichiarano di aver collaborato con quel creator.